Un regalo pasquale di Telebit Consulting: il Verificatore di Validità di una Fattura per la PA

Se tra i vostri clienti annoverate qualche Pubblica Amministrazione e per il controllo delle fatture da inviargli vi affidate unicamente alla procedura resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate, potrà esservi capitato (come è capitato a noi), per mera distrazione, di dimenticare qualche dettaglio non significativo per la procedura di controllo di AdE, che pertanto non lo segnala (ad es. se dimenticate di contrassegnare l’apposito campo per indicare l’applicazione della scissione dei pagamenti, lo split payment, o se sbagliate ad indicare il corretto importo totale della fattura), ma che invece lo è per la PA destinataria. In questo caso vi contattano dalla PA destinataria della fattura per chiedervi l’emissione di una nota di credito e la successiva emissione della fattura emendata dall’errore rilevato. A sua volta l’ufficio della PA che riceve la fattura con l’errore, se non se ne è accorto per tempo, avrà magari emesso la determina di liquidazione salvo poi ricevere l’avviso della Ragioneria che gli segnala l’errore nella fattura ricevuta. A questo punto il fornitore della PA si troverà a dover avere a che fare con tre fatture (la prima fattura errata, la nota di credito e la successiva fattura corretta) invece che con una e la PA ricevente anch’essa si troverà a dover gestire tre fatture invece di una e, in più, nella migliore delle ipotesi, avrà a che fare con due determine di liquidazione invece che con una.

Per evitare allora di incappare ancora in situazioni di questo genere, qui in Telebit Consulting abbiamo pensato di dotarci di una procedura di controllo delle fatture PA che tenesse conto di queste possibili distrazioni e ci evitasse le conseguenti perdite di tempo. Inoltre abbiamo deciso di donare l’uso di questo piccolo strumento a chiunque vorrà utilizzarlo, sia che si tratti di professionisti o aziende sia che si tratti di PA. La procedura, che abbiamo chiamato Verificatore Validità FatturaPA, chiede semplicemente di caricare la fattura PA che si vuole controllare e di avviare la verifica che produrrà un report con le relative segnalazioni.

Al fine di sgombrare il campo da possibili equivoci, vogliamo anche rassicurare chi utilizzerà lo strumento che i file fattura caricati di volta in volta per il controllo non vengono mai salvati sul server su cui il checker gira ma sono solo analizzati in memoria e immediatamente eliminati. Il contenuto delle fatture non viene mai letto né salvato al di fuori dell’elaborazione tecnica necessaria alla verifica. Nessun dato delle fatture (importi, soggetti, ecc.) viene registrato o trasmesso a terzi (maggiori dettagli sul trattamento dei dati sono comunque contenuti nell’informativa privacy).

Buona Pasqua 🕊️😊

Telebit Consulting per la Decima Edizione di Notte per la Cultura

Nuovamente in campo per la decima edizione di Notte per la Cultura (#nxc #npc2019), la Telebit Consulting si conferma partner tecnologico di fiducia per l’atteso evento culturale pattese organizzato da Officina delle Idee e che quest’anno si è svolto nella serata del 5 Agosto nel centro storico di Patti.

Predisposta ancora una volta la mappa dell’evento con il percorso delle visite guidate e i punti di interesse con il programma previsto presso ciascuno di essi, contenuto in una finestra pop-up visibile cliccando sull’apposito marker. Disponibile anche la funzione di geolocalizzazione per trovare la propria posizione all’interno della mappa. Realizzata, come al solito, utilizzando strumenti e servizi liberi e basati su open data quali uMap e OpenStreetMap, la mappa era raggiungibile anche tramite l’utilizzo di un qr-code ed è stata “vista” complessivamente oltre mille volte.

È stato realizzato inoltre, anche per quest’anno, il sistema di registrazione on line per consentire ai partecipanti di potersi prenotare all’orario preferito, indirizzandoli verso un’apposita landing page (raggiungibile all’indirizzo nxc10.officinadelleidee.eu) contenente anche la mappa dell’evento oltre al modulo di registrazione.

Telebit Consulting per #PattiNobilissimaCivitas

Anche per questa due giorni del 4 e 5 Maggio, all’insegna della promozione e della valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale pattese, Telebit Consulting è presente con il proprio know how per offrire ai visitatori uno strumento agile che consenta loro di scoprire notizie storiche e attività in programma per ognuno dei luoghi coinvolti. Una mappa interattiva, ancora una volta realizzata con uno strumento open come uMap, in cui ad ogni luogo è stata associata un’immagine del luogo stesso o di un’opera che è possibile trovare al suo interno, informazioni storiche sintetiche, con la possibilità, in alcuni casi di estenderle grazie alla presenza di link di rimando a pagine di approfondimento, per esempio, su Wikipedia, e informazioni sugli eventi che si svolgeranno in quel luogo durante le due giornate, con orari, riferimenti telefonici (specie laddove sia necessario prenotare) e i costi delle eventuali degustazioni.

Come per le passate circostanze, la mappa, specie se usata dal proprio smartphone, darà la possibilità all’utente/visitatore di geolocalizzarsi permettendogli di scoprire e conoscere i luoghi circostanti. La mappa è raggiungibile cliccando sul seguente indirizzo https://bit.ly/2VrAA3h o inquadrando il qr-code presente in questa pagina.

Enjoy your #PattiNobilissimaCivitas 🙂

Il contributo di Telebit Consulting alla Notte per la Cultura 2018

Anche Telebit Consulting contribuisce con il proprio know how alla Notte per la Cultura 2018, (#npc2018) l’atteso evento culturale pattese organizzato da Officina delle Idee e che si svolgerà nel suggestivo centro storico di Patti il prossimo 3 Agosto.

In particolare Telebit Consulting ha predisposto la mappa dell’evento inserendo i percorsi delle visite guidate e contrassegnando i punti di interesse che costituiranno le tappe delle visite stesse o i luoghi dove si svolgeranno le performance degli artisti coinvolti o si troveranno le installazioni realizzate dalle numerose associazioni che partecipano all’evento giunto ormai alla nona edizione. Ogni punto di interesse, contrassegnato da un apposito marker colorato, contiene a sua volta informazioni specifiche (testo e immagini) che si apriranno in una finestra pop-up cliccando sopra il marker stesso. Utilizzando la mappa da uno smartphone sarà inoltre possibile geolocalizzarsi, trovando la propria posizione all’interno della mappa. La mappa è stata realizzata utilizzando strumenti e servizi liberi e basati su open data quali uMap e OpenStreetMap.

Oltre alla realizzazione della mappa, per la prima volta, viene implementato in questa edizione di Notte per la Cultura, un sistema per prenotare e registrare on line la propria partecipazione alle visite basato sui servizi messi a disposizione da Eventbrite.

Il tutto è stato raccolto e organizzato in una apposita landing page raggiungibile all’indirizzo npc.officinadelleidee.eu

Buona Notte per la Cultura 2018 da Telebit Consulting 🙂

pillole: pagina o profilo Facebook?

Capita spesso di ricevere su Facebook la richiesta di amicizia da parte del “Negozio di Calzature Belpiede” o dall'”Associazione Amiamoci Tutti”. Chi ha provveduto a creare tali “profili” (perché di “profili” personali si tratta) non sa che la policy di Facebook proibisce l’associazione di un “profilo” ad un’entità che non sia una persona fisica; in altre parole il “profilo” può coincidere solo con un ben preciso individuo. Per il resto, attività commerciali o imprenditoriali in genere, associazioni, enti, iniziative temporanee o meno, c’è la “pagina“.

Può sembrare strano, vista l’esistenza di innumerevoli “profili” di fatto associati a entità diverse dai singoli individui, ma la prova “dolorosa” che così è, si appalesa nel momento in cui Facebook, accorgendosi della violazione di questa semplice regola, blocca il “profilo illecito” o lo trasforma in “pagina”. Il tutto diventa ovviamente tanto più “doloroso” quanto più lontana nel tempo è l’origine di un siffatto “profilo” e quindi quanto più abbondanti sono i contenuti (discussioni, promozioni, ecc.) a rischio di cancellazione o scomparsa.

Non saprei dire quanti sono consapevoli del rischio che corrono nel momento in cui decidono di aprire un “profilo” invece della “pagina” per l’iniziativa che vogliono promuovere; alcuni lo fanno perché hanno familiarità con la gestione del “profilo” piuttosto che con la gestione di una “pagina”; alcuni per ignoranza, in sincera buona fede, altri perché, sperando di non essere beccati da Facebook, ritengono di avere più vantaggi dal “profilo” che dalla “pagina”.

Non dovrei sbagliarmi di molto nel dire che la maggioranza di questi scelgono il “profilo” perché inconsapevoli del rischio che corrono. Ad ogni modo, la “pagina” è in effetti uno strumento più indicato per la promozione di un’iniziativa, non avendo alcune delle limitazioni che invece esistono per il “profilo”; uno dei vantaggi più importanti nell’uso di una “pagina” è la mancanza di limitazioni al numero di “follower” (con un “profilo” non si può andare oltre le 5000 “amicizie”, su una “pagina” invece si possono ricevere un numero illimitato di “like”) ed ecco perché molti politici, ad esempio, pur potendo disporre di un “profilo” personale, in quanto individui, preferiscono spesso crearsi una “pagina” Facebook (come “personaggio pubblico”) o un account Twitter che non soffrono di una tale limitazione.

Altro motivo importante a favore della “pagina” è la possibilità di poter usufruire delle statistiche sui contenuti (quante volte è stato visualizzato un post o, ad esempio, quali tipi di post, e quindi quali tipi di prodotti o argomenti, hanno riscosso più successo rispetto ad altri). Infine, anche le “pagine” possono creare “eventi” cui invitare amici e conoscenti.

Quindi il messaggio è di non creare un “profilo” per la vostra iniziativa, col rischio di perdere i contenuti faticosamente creati nel tempo, ma piuttosto di creare una “pagina” che vi darà molte più soddisfazioni senza riservarvi brutte sorprese.

pillole: le foto con la linea d’orizzonte

Capita spesso a chi voglia autopromuoversi o autopromuovere una propria attività o iniziativa utilizzare a tal fine foto e immagini. Tuttavia spesso si commette l’errore di far uso di foto di scarsa qualità, ad esempio con una scarsa risoluzione, o che contengano errori che finiscono col danneggiare la propria immagine piuttosto che promuoverla. Uno degli errori più frequenti è l’utilizzo di una foto con la linea d’orizzonte non perfettamente orizzontale. Questo tipico errore è conosciuto nel mondo della fotografia come “effetto mal di mare”. E’ importante in questi casi rimediarvi rimpiazzando la foto contenente l’errore o ricorrendo ad un programma o ad un servizio online di fotoritocco per correggerlo raddrizando la foto. Google Photos, ad esempio, è un servizio online gratuito che consente di rimediare all’errore con una semplice ed intuitiva funzione per il raddrizzamento dell’immagine.

esempio di foto con la linea d'orizzonte non perfettamente orizzontale; esempio di foto con "effetto mal di mare"esempio di foto con la linea d’orizzonte non perfettamente orizzontale; esempio di foto con “effetto mal di mare” momaldimare esempio di foto con la linea d’orizzonte perfettamente orizzontale

Open Data per “Stretto Digitale”

La breve presentazione sugli Open Data preparata per l’incontro “Big Data e vissuto quotidiano“, organizzato a Messina dal gruppo “Stretto Digitale

Buffer resuscita il posting automatico e contemporaneo anche su Google Plus

La possibilità di scrivere un post su un social network e automaticamente replicarlo su altri, rappresenta una bella comodità per chi specialmente utilizza in modo costante e sistematico i social network per i più svariati motivi, siano essi istituzionali, commerciali o di altra natura.

I primi strumenti per evitare i copia e incolla sono stati i collegamenti che è possibile impostare all’interno di alcuni social network; tipicamente da Twitter si può fare in modo che un proprio post venga pubblicato automaticamente su Facebook e, viceversa, da Facebook (avendo cura del limite dei 140 caratteri imposto da Twitter alla lunghezza del messaggio, pena il troncamento) pubblicare i propri post automaticamente su Twitter.

Ma se l’interscambio tra Facebook e Twitter funziona, non altrettanto può dirsi, ad esempio, a proposito di Google Plus a causa, fondamentalmente, delle guerre esistenti tra i principali attori della rete.

Nel Marzo del 2012, tuttavia e improvvisamente, apparve Twoogleplus, un servizio gratuito messo in piedi dal programmatore sudafricano David Tinker che permetteva di postare automaticamente sul proprio account Google Plus un messaggio inserito su Twitter. In tal modo diventava possibile (scrivendo un post su un account Facebook collegato a Twitter e quest’ultimo a sua volta collegato a Google Plus, grazie a Twoogleplus) riuscire a postare contemporaneamente e automaticamente su Facebook, Twitter e Google Plus.

La festa durò poco perché Google, accortasi della cosa, e evidentemente non gradendola, bloccò Twoogleplus lasciando sconsolati Tinker e tutti gli altri, me compreso, che utilizzavano con grande soddisfazione il super comodo servizio.

Nel frattempo, c’è da dire che, fortunatamente, sulla scena si sono consolidate la presenza e le prestazioni di alcuni strumenti, tra cui TweetDeckHootSuite, Buffer, che, venendo soprattutto incontro alle esigenze di chi, come già detto, opera costantemente sui social network, consentono loro di gestire da un’unica consolle più account o, “idealmente” lo stesso account registrato su più social network.

Ma ora Buffer, per la felicità di chi ha risentito della mancanza di Twoogleplus, ha in questi giorni annunciato e resuscitato la compianta funzionalità apparsa e scomparsa rapidamente durante lo scorso anno.

Buffer - Connect

il pannello per la connessione ai vari social network gestiti da Buffer, tra cui anche Google Plus

Una curiosità è costituita dalla circostanza che mentre TwooglePlus consentiva di connettersi ad un profilo (account personale) ma non ad una pagina, Buffer, al momento, consente esattamente il contrario, la connessione cioè ad una pagina Google Plus ma non ad un profilo; tuttavia, come si può vedere dall’immagine sopra, la predisposizione del pulsante per la connessione ai profili Google Plus lascia pensare che in Buffer stiano già lavorando per renderla possibile.

Buffer

Home page del sito di Buffer

Volunia vs. Weblin

Se avessi avuto ancora qualche dubbio, l’invito, apparso su Facebook, di guardare su Volunia la partita Italia-Inghilterra me lo ha tolto definitivamente.

Invito Volunia

l’invito a seguire su Volunia la partita Italia-Inghilterra agli Europei 2012

Solo che Weblin era più simpatico. Si, perché la similitudine tra Volunia e Weblin, che avevo intuito prima che venisse accettata la mia richiesta di entrare in Volunia, prima che potessi sperimentarla direttamente qualche settimana fa (quando finalmente la mia richiesta, dopo parecchi mesi, è stata accolta, proprio in quei giorni in cui Marchiori consumava il suo strappo), si conferma nell’uso di Volunia che viene proposto. Non so se ci sia o se ci sarà dell’altro che consentirà a Volunia di caratterizzarsi diversamente (Marchiori accennava a molto altro che non gli è stato permesso di realizzare) ma attualmente sembra di avere a che fare con Weblin redivivo.

i commenti su Volunia

alcuni commenti su Volunia durante la partita Italia-Inghilterra (Kiev, Europei 2012)

Un ambiente un po’ più statico, dicevo, perché su Volunia il ritrovarsi a commentare la partita davanti alla diretta di Rai 1 appare più freddo e troppo ordinato essendo confinato nella sidebar destra dove scorre la chat; in Weblin si respirava un’atmosfera più calda e simpatica per via di quei minuscoli avatar che si muovevano alla base della pagina come tanti omini davanti ad un maxischermo (chi volesse saperne di più, può leggersi su Apogeonline l’articolo che scrissi ormai più di quattro anni fa, nel 2008, quando Weblin apparve improvvisamente sulla

Commenti su Weblin davanti alla pagina di Repubblica.it

scena). L’avventura di Weblin è finita per mancanza di fondi (evidentemente, per varie ragioni, l’impresa della tedesca Zweitgeist si è rivelata insostenibile), Volunia sembra riprenderla, spero con miglior fortuna e spero con un po’ più di quella geniale fantasia che Weblin ci aveva fatto assaporare.

Qwaq Forum: un’alternativa a Second Life per le aziende

(articolo scritto per APOlab, il laboratorio di giornalismo tecnologico online che Apogeonline ha avviato in Second Life insieme all’Accademia Non Convenzionale della Cultura Digitale. Firmato con lo pseudonimo di Pico Miles, ecco il link alla pagina dove l’articolo è stato pubblicato)

Second Life
 è il mondo virtuale tridimensionale più famoso che si conosca, ma non l’unico; sempre più spesso sentiamo di ActiveworldsForterra, Wonderland e di altri ambienti 3D; l’Association of Virtual Worlds ha recentemente pubblicato due documenti in cui vengono censiti e catalogati ben oltre 250 mondi virtuali (magari non tutti tridimensionali alla Second Life) tra già funzionanti e in fase di sviluppo, distinguendone le caratteristiche, le finalità e i destinatari (vengono riportati anche esempi d’uso).

In questo articolo accenniamo a Croquet e a Qwaq Forum, in particolare.

Parliamo di Croquet e Qwaq Forum insieme perché, in effetti, entrambi sono costruiti sulla stessa infrastruttura: Croquet è un ambiente virtuale tridimensionale sviluppato usando Squeak, una delle più importanti implementazioni di Smalltalk (un linguaggio object oriented puro),

Croquet, come anche Squeak, è un ambiente di sviluppo open source cosicché chi voglia, ed è in grado di farlo, può offrire il proprio contributo nello sviluppo dell’ambiente avendo libero accesso al codice sorgente con cui la piattaforma stessa è stata scritta.

A promuovere lo sviluppo di Croquet è un consorzio, all’interno del quale troviamo prestigiose istituzioni universitarie americane (Duke University, University of Minnesota, Carnegie Mellon University, Boston University, UC Berkeley, Stanford University) e importanti aziende (oltre alla stessa Qwaq, Intel, Hewlett Packard, Apple).

È possibile seguire gli sviluppi di Croquet, sia come utenti che come, eventualmente, sviluppatori, registrandosi presso queste due attivissime comunità (Croquet-Developer e Croquet-User).

Croquet si differenzia da Second Life per alcune importanti caratteristiche, la più importante delle quali è l’architettura stessa dell’ambiente, server centrica quella di Second Life, peer-to-peer quella di Croquet.

Da questo breve cenno è già possibile intuire come all’interno di Croquet gli oggetti risiedano sui computer dei rispettivi proprietari, e non su qualche remoto server di un’azienda, con la conseguente totale libertà di disporne come più aggrada.

Tuttavia, nonostante il recente rilascio di Cobalt, definito strumento di browsing di metaversi (basato su tecnologia Croquet) e gli importanti progressi che si sono succeduti in poco più di un anno dall’avvio, Croquet rimane ancora un progetto in fase di sviluppo con evidenti limitazioni soprattutto nell’attuazione delle connessioni, particolarmente difficoltose se ci si collega dall’interno di una LAN, protetta per di più da un firewall (mancano ancora gli strumenti che risolvano in modo automatico e senza richiedere particolari competenze sistemistiche i problemi di interconnessione tra gli utenti). Problema invece completamente risolto in Qwaq Forum.

Ma a differenza di Croquet, di cui conserva tutte le caratteristiche architetturali, Qwaq Forum non è open source; esso è stato prodotto dall’omonima società californiana di Palo Alto partendo appunto da Croquet ma per utilizzarlo è necessario disporre di un abbonamento o acquistarne una licenza d’uso (a meno di non avere un accesso dimostrativo che è pur sempre possibile richiedere via web).

Cosa caratterizza Croquet e ancora meglio il pienamente funzionante Qwaq Forum da Second Life, a parte l’accennata diversità strutturale?

In effetti, i due ambienti presentano delle caratteristiche funzionali che ancora in Second Life non sono state attualmente o pienamente sviluppate; in Qwaq Forum, utilizzato dagli sviluppatori di Croquet per i loro incontri di lavoro, oltre a poter fare quello che normalmente avviene in Second Life, compreso l’utilizzo della voce, è possibile ad esempio, far uso delle webcam, (che è possibile incorporare negli avatar), utilizzare Firefox per navigare su internet come si è abituati a fare dal proprio computer, trasferire dal proprio desktop al Qwaq Forum e viceversa, con la semplicità del drag and drop, documenti di lavoro, fogli di calcolo, grafici, immagini, modelli tridimensionali, presentazioni; condividerli con gi altri utenti, modificarli e farli modificare all’interno dell’ambiente virtuale (si pensi, ad esempio, banalmente e semplicemente alla possibilità di editare un testo in modo sincrono da parte di più utenti).

Tutte cose, insomma, che ancora in Second Life non è possibile fare.

Dopo la notizia della Reuters apparsa all’inizio dello scorso mese di Aprile, in cui si annunciava l’accordo tra IBM e Linden Lab per far girare Second Life sui server interni di IBM, si manifesta all’improvviso l’esigenza nuova da parte delle aziende e delle grandi organizzazioni di disporre di ambienti virtuali da usare come strumenti di collaborazione e apprendimento, sicuri, in grado di girare all’interno dei propri firewall aziendali, a disposizione dei propri dipendenti e business partner o, spingendosi più in là, anche della propria clientela.

In questo senso allora Qwaq, forte anche dei riconoscimenti e dell’attenzione di Intel, e cogliendo in anticipo quest’esigenza, si presenta alle aziende ed alle organizzazioni interessate come una soluzione sicuramente più adeguata e performante rispetto a Second Life, come lo stesso Wall Street Journal riconosce in questo articolo apparso, il giorno successivo all’annuncio della Reuters, in occasione del Virtual Worlds 2008 tenutosi in quel periodo a New York.

Per concludere allora, niente di meglio che fornire qualche indicazione sui costi di Qwaq Forum per un’azienda o un’organizzazione che lo vogliano adottare, a seconda anche delle modalità di fruizione.

Premesso che le modalità di fruizione di Qwaq Forum sono due; collegandosi ai server della società produttrice o installando e facendo girare il software sui propri server all’interno dei firewall aziendali, abbiamo, ad esempio, che nel primo caso, un abbonamento mensile costa per singolo utente da 80 a 30 dollari a seconda del numero di utenti (da 32 a 12 dollari nel caso di istituzioni scolastiche o organizzazioni no profit); nel secondo caso invece ai suddetti costi se ne aggiungono altri, tra cui i più significativi sono senz’altro legati al numero dei server interni del cliente utilizzati per erogare il servizio e il cui costo annuale per server varia dai 15.000 ai 20.00 dollari.

I visionari dell’Association of Virtual Worlds asseriscono che la prossima evoluzione di internet sarà il Web 3D, un web dove i “siti” si trasformeranno in “posti” e dove gli utenti potranno “vedersi” tra di loro, interagire e testare prodotti e servizi in un ambiente 3D. Sarà poi così lontano da venire questo scenario?

Per avere un Qwaq Forum libero, gratuito ed efficiente, ovvero il Croquet futuro, dovremo intanto pazientare per qualche tempo.